Intervista all'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio Marco Verzaschi.

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Proseguiamo il nostro ciclo di interviste volte a scandagliare il mondo della professione di Architetto visto attraverso la lente dell'evoluzione del campo di applicazione del nostro lavoro. Nuovi settori della nostra professionalit sono nati in questi ultimi tempi dall'esigenza di dare delle risposte ai nuovi criteri di fund rising imposti dall'Europa. Nel campo della pianificazione ambientale, per esempio, le possibilit lavorative sono molte, come vedremo, e professionalmente interessanti.

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D: La crescente attenzione alla qualit del vivere, il modello capitalistico delle nostre citt, che sta mostrando i suoi punti di fragilit, ha fatto si che la vita nelle piccole cittadine di provincia, e in special modo in quelle immerse e circondate da ambienti ed ecosistemi incontaminati, divenissero un ottima alternativa di vita e di lavoro. Parchi e Riserve naturali potrebbero rappresentare dei poli di attrazione importanti per lo sviluppo economico locale.

Che tipo di linea ha adottato il vostro assessorato al riguardo?

R: I cittadini di oggi sono pi informati e pi esigenti, si  diffusa una maggiore consapevolezza dei rischi per la salute connessi ai vari tipi di inquinamento spesso presenti nelle citt. Il risultato di questa maggiore attenzione ai fattori ambientali  una crescente domanda di una migliore qualit della vita, di ambienti salubri, di condizioni igienico sanitarie ottimali nei quali vivere. In questo quadro, la presenza di parchi a ridosso delle aree urbane valorizza ulteriormente le nostre citt e fa aumentare il valore del patrimonio immobiliare in presenza di una buona localizzazione da un punto di vista ambientale. In quest’ottica, la proposta di legge che a breve presenteremo in Consiglio regionale mira, attraverso il riordino delle aree protette, a migliorare la qualit delle aree protette regionali e ad aumentarne la fruibilit da parte dei cittadini, attraverso il passaggio da una politica di mera applicazione di vincoli sul territorio ad una attivit di promozione di sviluppo compatibile con la tutela delle risorse ambientali. Occorre considerare le risorse naturali come una ricchezza per lo sviluppo di attivit produttive locali sostenibili quali l’agricoltura biologica, la produzione di qualit, la valorizzazione dell’artigianato locale e di tutte quelle attivit compatibili con la tutela delle risorse naturali che possono produrre nuova occupazione. Un altro aspetto su cui stiamo lavorando  l’individuazione di nuove aree naturali protette sul territorio regionale, per salvaguardare e valorizzare zone che anche in base ai parametri comunitari, presentano caratteristiche naturalistiche rilevanti e che quindi necessitano di un regime di protezione. La sfida che ci poniamo  anche quella di aumentare le performance ambientali delle grandi citt, come ad esempio Roma dove  stato costituito un vero e proprio sistema di aree protette regionali interne e perimetrali rispetto all’area metropolitana.

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D: Quali sono gli strumenti di sviluppo economico messi a disposizione delle Entit locali, pubbliche e private, dalla Regione Lazio?

R: In campo ambientale, tra gli strumenti principali mirati ad incentivare lo sviluppo economico della Regione, il DOCUP Obiettivo 2 Lazio 2000-2006, Leader Plus e gli Accordi di Programma Quadro con i quali sono state messe a disposizione degli Enti Locali risorse finanziare per la tutela ambientale e per lo sviluppo sostenibile del territorio regionale, anche per le aree urbane. Sono inoltre stati messi a punto alcuni programmi regionali innovativi che possono contribuire fattivamente allo sviluppo sostenibile delle comunit locali, attraverso una programmazione integrata ambiente-turismo-cultura che, come nel caso della legge sullo sviluppo del litorale, hanno trovato uno sbocco concreto.

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D: L'Agenda Locale 21, che dipende direttamente dal vostro Assessorato, sembra essere uno strumento molto importante di sviluppo sociale ed economico: potete gi tracciare un bilancio della ricaduta e il significato che ha avuto sul territorio laziale?

R: Nel Lazio ci sono alcune esperienze di rilievo, prima tra tutte quella di Roma, ed altre che sono state promosse con il primo bando ministeriale su Agenda 21 locale. Con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma Quadro sullo sviluppo sostenibile, tra Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Economia e delle Finanze, verr promosso il "Patto per la promozione della qualit ambientale" che prevede, tra l’altro, azioni di informazione e diffusione a livello locale dell’Agenda 21. Il Patto  finalizzato ad avviare e consolidare attivit di concertazione ed informazione a livello regionale verso i soggetti istituzionali, le imprese e il sistema sociale, per promuovere sviluppo locale compatibile con la presenza di valori ambientali.

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D: Da qualche tempo il rilascio del benestare sulla Valutazione d'Impatto Ambientale  diventato un settore importante del vostro assessorato: quali sono e come avete impostato i criteri di valutazione?

R: Secondo le direttive comunitarie e le leggi nazionali, i procedimenti relativi alla VIA esprimono un vero e proprio giudizio preventivo sulla compatibilit di un’opera con l’ambiente nel quale dovrebbe essere successivamente realizzata.

I criteri di valutazione individuati dalla normativa comunitaria sono sufficientemente chiari; certamente l’avere preventivamente individuato ambiti di particolare rilevanza ambientale, attraverso le pianificazioni territoriali, fornisce lo screening di larga massima sul grado di approfondimento che dovr essere condotto negli studi di impatto ambientale.

Impostare un progetto, dopo avere condotto uno studio ambientale ed avere analizzato quali siano gli impatti rilevanti di un’opera sulle risorse ambientali, significa avere acquisito una consapevolezza di cosa rappresenti la progettazione oggi.

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D: L'interazione governo-societ, che  ormai alla base della pianificazione urbana, diventa essenziale nella pianificazione ambientale. Alla fine la parola magica, la chiave di volta di ogni cosa, come accade in questi ultimi tempi un po in tutti i campi,  la creazione della RETE o, con una parola utilizzata in campo europeo, del NETWORK. Spesso alla base della gestione di queste reti ci sono architetti/urbanisti/economisti figure nuove nel mondo della nostra professione. Che tipo di professionalit viene richiesta a colui che voglia lavorare nel campo dello sviluppo e della pianificazione ambientale? E che possibilit lavorative offre?

R: Alla base della normativa ambientale europea vi  la trasparenza delle iniziative che gli organi di governo assumono nell’ambito della pianificazione e della conseguente realizzazione di opere che interessano il territorio sia nel momento della programmazione e dell’impostazione che in quello successivo della progettazione. L’obbligo della pubblicit sulle istruttorie e la effettiva possibilit di partecipazione di cittadini, associazioni ed enti sia pubblici che privati, attraverso la presentazione di osservazioni sui progetti direttamente consultabili,  uno strumento di grande democrazia e l’efficace completamento di una rete in grado di soddisfare gran parte dei bisogni della societ civile.

Lo studio di impatto ambientale richiede pi firme professionali, accostando il mondo dei naturalisti a quello dei geologi, degli ingegneri, degli architetti, degli economisti e, di volta in volta, ai diversi professionisti esperti in specifiche discipline.

L’interdisciplinariet diventa quindi occasione di confronto fra le diverse professionalit, riconoscendo la presenza in un singolo luogo di molti aspetti, tutti fra loro complementari, per individuare e definire la realt della risorsa ambientale, attribuendo pari dignit alle materie scientifiche cos come a quelle umanistiche e sociali. In questo complesso campo, servono nuove professionalit, nella certificazione ambientale di processo e di prodotto, (con l’introduzione del Regolamento EMAS, del marchio ECOLABEL, della certificazione ISO), nella valutazione per VIA e VAS, nella gestione delle calamit naturali, attraverso la figura del disaster manager. Servono nuove specializzazioni, ma anche figure "trasversali" capaci di controllare complessivamente ed in maniera organica i complessi fenomeni ambientali dalla programmazione e pianificazione ambientale alla gestione sostenibile dei sistemi locali. Il ruolo del progettista  certamente quello di un direttore di orchestra che sa trarre dai singoli strumenti le necessarie armonie per l’esecuzione di un’opera. Non a caso, la quasi totalit dei tecnici che curano la progettazione nell’ambito dello sviluppo e della pianificazione ambientale  rappresentata dagli architetti, la cui formazione  espressamente dedicata a risolvere aspetti nel contempo funzionali e rispettosi dei valori ambientali e spaziali, individuando le soluzioni maggiormente coerenti con le esigenze dell’ambiente e della societ.

L’Unione Europea, attraverso l’emanazione dell’ultima Direttiva sulla VAS ha riconosciuto la rilevanza dello studio dell’ambiente e dell’analisi degli impatti come elementi definibili gi nel momento della pianificazione territoriale e settoriale. Sicuramente, in quest’ottica, un ambito professionale innovativo  quello della concertazione in campo ambientale che prevede la gestione di accordi volontari, il forum e il Piano di azione locale in Agenda 21 locale.

Dal 2003 si apriranno nuovi spazi che potranno essere occupati dai progettisti, sia nell’ambito della pianificazione di area vasta che delle singole opere architettoniche e saranno chiamati, come gi avviene in altri Paesi Europei, a ridisegnare il volto del territorio e delle citt su presupposti che si richiamano alle regole fondamentali dettate in maniera condivisa dai Paesi membri della Comunit.

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D: L'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia ha avviato con il Comune di Roma dei programmi di Tirocinio Professionale, grazie anche al riassetto in materia di formazione della Legge Treu, andando ad abbracciare campi differenti della professione di Architetto: potrebbe la Regione Lazio essere ricettiva sulla questione dei tirocini per architetto? E, se si, in che settori potrebbero inserirsi?

R: I tirocini potrebbero essere sicuramente utili, sulla scorta di esperienze gi consolidate in altri paesi europei, anche perch i neo-laureati potrebbero acquisire una maggiore capacit di comprensione dei meccanismi tecnico-istituzionali, visti dall’interno di un pubblica amministrazione, anche ai fini della libera professione (che spesso si rapporta alla P.A.).

Nel nostro assessorato, queste potrebbero essere alcune tipologie di tirocinio: valutazione ambientale, programmazione e pianificazione ambientale, restauro ambientale del territorio, governo e gestione delle aree naturali protette, nuove tecnologie energetiche, ecc.

In particolare, l’area della Valutazione di Impatto Ambientale ha gi accolto stagisti, laureati nell’ambito di specifici corsi di qualificazione professionale promossi da soggetti terzi. Inoltre, sono in corso contatti con la facolt di Architettura per prevedere un periodo di tirocinio dedicato agli studenti.

Certamente siamo favorevoli ad un accordo con l’Ordine degli Architetti per la promozione di periodi di tirocinio rivolti a giovani laureati oltre che ad eventuali seminari che possano avvicinare il mondo della professione alle tematiche ambientali, talvolta non sufficientemente approfondite sia nei curricula universitari che professionali.

L’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale raccoglie decine e decine di diverse tipologie progettuali che vanno dalla portualit all’urbanistica, dall’edilizia commerciale alle infrastrutture di mobilit, dagli aeroporti alle attivit energetiche, produttive, industriali ed agricole in generale; rappresenta quindi un’occasione di approfondimento di una vasta gamma di discipline progettuali e pu assicurare una esperienza fondamentale nella maturazione professionale.

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D: Non mancheremo sicuramente di approfondire il discorso di un accordo di programma inerente i tirocini. Parlando d'architettura: l'Auditorium di Renzo Piano a Roma, pur con tutti i problemi che si  portata dietro una citt non avvezza a questo tipo di costruzioni, ha evidenziato in modo inequivocabile che l'architettura di qualit  il mezzo migliore per alimentare le credenziali di una citt e della sua amministrazione. Potrebbe l'architettura o il design trovare spazio anche negli interessi della Regione Lazio?

R: La Regione Lazio  gi direttamente interessata alla creazione di opere di qualit architettonica e di riqualificazione urbana. Il nostro assessorato, anche con il concerto dell’assessorato all’Urbanistica ha esaminato e contribuito a migliorare l’inserimento di tutti quei progetti che ultimamente sono stati promossi dalla citt di Roma: il Centro per le Arti Contemporanee Roma progettato dall’arch. Zaha Hadid Limited; il nuovo Centro ASI (Agenzia Spaziale Italiana) progettato da Massimiliano Fuksas che, con la creazione del nuovo ponte sul Tevere contribuisce a ridefinire un circuito che vede nel Foro Italico, Ponte Milvio ed nel quartiere Flaminio la testimonianza di una fusione di interventi storici con l’architettura contemporanea a Roma, raccogliendo in questo ambito territoriale esempi significativi di notevole rilevanza internazionale che gi hanno visto progettisti dello spessore di Moretti, Nervi, Piano, Valle e Vitellozzi. Tra gli altri interventi, la vicina ristrutturazione della Galleria Contemporanea realizzata da Diener & Diener, con l’aiuto di qualificati partner provenienti dalla Germania e dalla Svizzera; oltre ad altre opere,tra le quali quelle progettate dall’arch. Meier, il Nuovo Palazzo dei Congressi all’Eur di Fuksas, la nuova stazione Tiburtina dell’arch. Desideri, il Centro Agro-alimentare e la nuova Fiera di Roma progettata da Valle. Si fa comunque torto a non citare tutte quelle opere di architettura contemporanea che gradualmente trovano una possibilit di realizzazione, grazie anche al contributo dei competenti assessorati all’Ambiente e all’Urbanistica della Regione Lazio.

Naturalmente, un aspetto molto rilevante  rappresentato anche dalle opere infrastrutturali che hanno consentito un graduale miglioramento del loro inserimento urbano e territoriale, come ad esempio l’ultima tranche dei lavori per l’adeguamento del Raccordo Anulare o la penetrazione urbana dell’Alta Velocit. Si tratta di interventi che, grazie al contributo dell’assessorato all’Ambiente ed alla sensibilit dei progettisti, prevedono la ricucitura del territorio, la creazione di spazi verdi e la creazione di servizi in grado di ridefinire la mobilit e la fruibilit di una citt di grande spessore storico ed artistico.

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Ringraziamo l'Assessore per la sua disponibilit e per l'intervista di sicuro interesse per i nostri colleghi. Notizie pi approfondite e inerenti futuri sviluppi per i tirocini in assessorato all'ambiente verranno pubblicate sul sito dell'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia-Uff. Sportellogiovani- http://www.sportellogiovani.it

(rubrica a cura di Christian Rocchi e Giulio Pascali)

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