Intervista al presidente Mannino

A cura di arch. Giulio Pascali, arch. Christian Rocchi

D ¡ª Sig. Presidente a partire dall¡¯approvazione del nuovo PRG sembra che Roma si stia preparando ad una nuova stagione di forti trasformazioni urbane che cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo futuro?

R ¡ª Io credo che lo sforzo che si sta facendo di dotare Roma di un PRG sia un fatto storico; credo inoltre che esso sia all¡¯altezza dei tempi e che porti un¡¯innovazione anche nel modo di gestire il territorio, di programmare il territorio, di consentire il recupero e lo sviluppo della citt¨¤. Se verr¨¤ approvato sar¨¤ la prima volta che Roma si dota del principale strumento urbanistico con un dibattito ampio e con un pronunciamento del Consiglio Comunale. Infatti il PRG del ¡¯62 non fu un atto del Consiglio ma del Commissario straordinario. Ovviamente abbiamo incontrato alcune difficolt¨¤ che sono venute fuori proprio dalle diverse posizioni espresse, eppure devo constatare che sul PRG c¡¯¨¨ un sostanziale consenso da parte di tutti gli operatori. Gi¨¤ l¡¯impianto generale del PRG ¨¨ buono ed Io credo che sar¨¤ migliorato ancora attraverso il dibattito che si sta svolgendo sia nella commissione competente che nel Municipio.

D ¡ª Come architetti speriamo di vedere una Roma dal volto realmente moderno.

R ¡ª Credo di poter gi¨¤ affermare che il PRG stesso si pone come uno strumento innovativo in quanto ¨¨ stato concepito come uno strumento "Aperto" e che quindi assegna ai professionisti una maggiore responsabilit¨¤: gli architetti potranno quindi esprimere pi¨´ liberamente le loro capacit¨¤.

Finora abbiamo avuto una citt¨¤ cresciuta in maniera spontanea, dove ciascuno si improvvisava architetto, e anche muratore; molte case sono state costruite dai muratori, che in qualche misura hanno buona competenza, ma non hanno la visione globale di inquadrare il costruito in un quadro urbano pi¨´ ampio. Quando si costruisce una casa non si pu¨° pensare solo a fare le stanze e i servizi, ma bisogna preoccuparsi di tutto quello che c¡¯¨¨ attorno, dalle strade alle reti fognarie ai servizi primari, che sono le cose importanti per l¡¯organizzazione di una citt¨¤.

D ¡ª Quindi Lei prevede un coinvolgimento forte degli architetti; quale ruolo sar¨¤ assegnato agli architetti?

R ¡ª Andremo sempre pi¨´ verso un riconoscimento delle capacit¨¤ dei professionisti. Penso che noi dobbiamo veramente aver fiducia nel ruolo dei professionisti. In tutti gli altri paesi europei l¡¯architetto ¨¨ quello che, non solo firma il progetto, ma ne certifica la conformit¨¤ alle normative e anche alle regole di gestione urbana. Il nuovo PRG introduce proprio questo principio importante; ¨¨ chiaro che gli architetti, a cui viene lasciata maggiore libert¨¤ di azione, si assumono la responsabilit¨¤ di quello che certificano. La modernit¨¤ di una istituzione o di nuove regole sta anche in questo, e cio¨¨ che la fiducia deve essere ben riposta e chi la riceve deve adoperarsi perch¨¦ questa sia mantenuta. Come per le autocertificazioni, si velocizzano e si semplificano le procedure, ma per chi sbaglia o non dice il vero esistono pene severe.

Questo sistema pu¨° essere uno stimolo a sviluppare una stretta collaborazione con l¡¯amministrazione comunale.

D ¡ª Come artista sicuramente conosce i problemi degli architetti quando vogliono andare oltre la progettazione puramente tecnico/normativa e realizzare un prodotto che abbia anche una valenza estetico/culturale.

R ¡ª Io non considero le due cose completamente separate e non conciliabili tra loro. L¡¯architetto pu¨° immaginare un¡¯opera d¡¯arte ma poi deve necessariamente renderla realizzabile; questo ¨¨ un problema che hanno anche gli artisti. I bravi artisti, pur non avendo studiato architettura, sono comunque buoni architetti, perch¨¦ se fanno una statua che non si regge oppure che non corrisponde alle regole della statica, ¨¨ chiaro che quella ¨¨ un¡¯opera che non pu¨° funzionare.

Si possono immaginare opere d¡¯arte, belle case, belle costruzioni, ma devono essere anche solide, realizzabili.

D ¡ª Lei ¨¨ stato anche fondatore e presidente dell¡¯UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari): come categoria di "Committenti" che cosa vi aspettate dagli architetti?

R ¡ª Noi prima di tutto ci aspettiamo dagli architetti una maggiore capacit¨¤ di consulenza nello scoprire tutte le opportunit¨¤ che offre la normativa. L¡¯architetto deve prima di tutto saper offrire un prodotto (progettazione o DL) che sfrutti al meglio le regole vigenti.

Non dobbiamo necessariamente pensare che il committente sia uno che voglia fare le cose contro le regole, ma sicuramente uno che aspira a sfruttare al meglio tutte le possibilit¨¤ che queste regole consentono.

Nella mia professione di avvocato mi ¨¨ capitato un caso di una parcella non pagata perch¨¦ il cliente sosteneva che l¡¯opera progettata non era realizzabile in quanto non si poteva costruire. Contrariamente al parere dell¡¯Ordine, il tribunale nego la parcella al professionista. Nonostante abbia perso la causa, il Tribunale di verifica fece una considerazione che io trovo giusta ovvero che l¡¯architetto non dovrebbe progettare un¡¯opera irrealizzabile; ovviamente salvo i casi in cui ¨¨ il committente stesso che richiede degli studi preliminari.

E¡¯ importante inoltre che gli architetti si facciano carico di promuovere una buona cultura di costruire e sviluppare la citt¨¤. Gli architetti sono sempre all¡¯avanguardia: nel dibattito sulla citt¨¤ sono sempre in prima fila. La tutela del patrimonio immobiliare sia storico che nuovo, costituisce una ricchezza sia per il singolo proprietario che per l¡¯intera collettivit¨¤.

Anche quando si interviene internamente ad un edificio sarebbe utile introdurre un ulteriore passaggio normativo teso alla verifica della stabilit¨¤ delle strutture, anche per evitare conseguenze minime.

Oramai con i sistemi satellitari ¨¨ possibile verificare i rischi di instabilit¨¤ di un edificio grazie a strumenti che riescono a controllare se un edificio si ¨¨ abbassato nell¡¯arco di un anno: Io credo che con tali strumentazioni sarebbe possibile tenere sotto controllo la stabilit¨¤ di gran parte degli edifici romani.

D ¡ªE¡¯ di questi giorni la sentenza di condanna per il crollo al Portuense: come giudica finora l¡¯esperienza del fascicolo del fabbricato anche alla luce delle recenti vicende normative che ne hanno bloccato lo sviluppo?

R ¡ª In questo si vede la differenza tra l¡¯UPPI ed altre associazioni di categoria. Noi siamo stati in prima fila sostenitori del libretto del fabbricato. Roma ¨¨ una citt¨¤ che ha avuto uno sviluppo irregolare a partire dal 2¡ã dopoguerra, quando a fare il c.a. molto spesso erano muratori improvvisati, e quando le case si sono costruite senza regole. Purtroppo a Roma abbiamo 300-400 mila stanze: se sono gran parte di quel tipo di costruzione che comincia ad avere gi¨¤ 50 anni, potrebbero non avere i requisiti statici minimi.

Non ¨¨ il caso di creare un allarme sociale, non bisogna necessariamente pensare ai crolli con decine di vittime, ma anche ai piccoli incidenti di lieve entit¨¤ che comunque possono avere una impatto economico notevole. Noi abbiamo un patrimonio che ¨¨ a rischio e quindi Io credo che una verifica sia indispensabile. L¡¯obbiettivo del fascicolo del fabbricato ¨¨ proprio questo, verificare preventivamente la sicurezza dei nostri edifici, ma non solo, consentire anche di acquisire gli elementi utili per intervenire se un fabbricato ¨¨ stato costruito in maniera "non ortodossa".

Credo sia opportuno acquisire la conoscenza dello stato di fatto, senza per questo creare allarmismi che possono essere anche pericolosi.

Per¨° se ci sono casi in cui un edificio rischia di crollare, questo non pu¨° essere tenuto segreto e bisogna adottare tutti gli interventi utili a prevenire eventi drammatici.

Pare ad esempio che l¡¯Alenia avesse gia verificato un abbassamento di c.ca 10 cm del palazzo di via Jacobini: se qualcuno avesse verificato, quell¡¯evento drammatico non sarebbe accaduto.

Un altro strumento che stiamo migliorando per garantire una maggiore qualit¨¤ del prodotto edilizio ¨¨ la Commissione edilizia. Prima l¡¯esame dei progetti veniva eseguito in maniera superficiale anche perch¨¦ fisicamente la commissione non era in grado di operare dato l¡¯alto numero dei suoi componenti (nel ¡¯94 era di 300 elementi); siamo riusciti a ridimensionarla a fatica. L¡¯obbiettivo ¨¨ quello di trasformarla in un comitato per la qualit¨¤ delle costruzioni e della citt¨¤.

D ¡ª Per concludere le chiederei di indicarci un intervento architettonico, un opera simbolo della Roma moderna, che vorrebbe vedere realizzato.

R ¡ª Innanzitutto vorrei che l¡¯Auditorium potesse finalmente vedere la luce inserito in un contesto di generale apprezzamento dei valori urbanistici ed architettonici dove gli architetti vengono impiegati in tutte le nuove opere che si realizzano.

Quando ho iniziato a studiare da avvocato sognavo di fare il penalista, cos¨¬ credo che la maggior parte dei ragazzi che si iscrivono all¡¯universit¨¤ sognano di realizzare opere che portino la loro firma; quindi mi auguro che si posano realizzare nuovi edifici dove dare spazio all¡¯arte e la cultura: ad esempio un grande palazzo della cultura, della poesia e dell¡¯arte.

Roma ¨¨ una citt¨¤ che ha gi¨¤ i suoi monumenti, un patrimonio storico che dobbiamo impegnarci comunque a salvaguardare, ma come tute le citt¨¤ del mondo possiamo lasciare il segno del nostro tempo. Dal mio ufficio posso vedere i fori imperiali e rendermi conto di come ciascun imperatore che "ha lasciato il segno" ha fatto tabula rasa delle opere precedenti; noi non dobbiamo fare questo. Abbiamo spazi enormi, abbiamo le periferie che possono essere rivalutate e dove si possono costruire nuovi monumenti, nuovi teatri ed opere d¡¯arte.

Ciascuna generazione pu¨° lasciare traccia della propria cultura e ritengo che la nostra generazione sia molto pi¨´ vivace di quanto non si creda ed abbia ancora molto da dire.

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