Caro Chistian,
sappiamo sulla nostra pelle che giovani architetti a
Roma non ne esistono, visto che nessuno nella storia
della facolta` di architettura della Sapienza ne sia
mai uscito a 23 anni. Il sistema di insegnamento e`
completamente inefficiente e ridicolo: nessuna
esperienza pratica, ma cura del dettaglio dei
mattoncini, nonche` delle scritte di intestazione
delle tavole, incredibile importanza alla
dimostrazione di formule matematiche con un minimo
accenno alla loro applicazione pratica e tangibile.
Penso che in linea generale, in qualsiasi campo
lavorativo, in tutti i concorsi, sia altamente
discriminante porre limiti di eta`, che certo non
stabilisce chi ha il meglio da dare.
Riguardo alla possibilita` che mi e` stata data di
fare il tirocinio al Teatro dell'Opera, non posso che
essertene grata, a prescindere dal suo svolgersi (ne
parleremo in un altro momento), cosa che tra l'altro
non dipende da te. L'opportunita` di vedere da
vicinio, di toccare con mano scenografie di altissimo
livello, violarne il mito, e` decisamente importante
da un punto di vista conoscitivo.
Forse ho preso per il verso sbagliato le parole del
tuo amico, che si permette di criticare l'operato di
chi, come te, agisce invece di criticare.
Potrebbe impiegare meglio le proprie indubbie
capacita` intellettive invece di sciorinare,
compiacendosene, giochi di parole e attacchi gratuiti,
in ordine sparso, a questo e a quell'altro, che sia
passato, presente o futuro. Perche`, per esempio,
bisogna a partito preso "ridicolizzare i vecchi"?
Grandi errori storici e, a posteriori, di valutazione
della storia, sono stati fatti in nome di attacchi
indiscriminati. Puntiamo invece il mirino sullo
scadente, vecchio o nuovo che sia. Siamo
fortunatamente dotati di capacita` di discernimento, e
se lo siamo anche di talento e di cognizione di causa,
possiamo veramente valutare il passato, setacciarlo,
magari creare qualcosa di buono, e speriamo anche di
nuovo.
Scendessero dal piedistallo che i "Criticoni" si sono
autocreati e si calassero fra noi comuni mortali
evitando accondiscendenti appellativi alla: "benedetto
ragazzo" che mi sanno tanto di "giovane vecchio".
Abbracci, Daniela.